Segway: la storia di una rivoluzione silenziosa

Segway è sinonimo di mobilità di per tutti. Per comprendere a pieno la portata del cambiamento e le ragioni del successo di questa azienda, bisogna fare un passo indietro per scoprirne la storia. Dean Kamen, un giorno come mille altri, si ritrovò ad osservare un uomo su una sedia a rotelle, alle prese con la difficoltà quotidiana del superamento di un marciapiede. L’idea che gli nacque nella mente non era tanto riferita alla sedia con le rotelle su cui l’uomo era seduto, quanto piuttosto al mondo, interamente concepito per le persone che sono in grado di stare in equilibrio.

Da qui cominciò per lui e il suo gruppo di collaboratori un lungo lavoro, che confluì nell’Independence IBOT Mobility System. Si trattava di un mezzo con il quale ci si poteva muovere, che però aveva la capacità di auto-bilanciarsi. Grazie a questo piccolo ma tutt’altro che insignificante dettaglio, il dispositivo è in grado di salire le scale, spostarsi su terreni complessi come la sabbia, le rocce e certamente anche i marciapiedi.

Già si trattava di una vera e propria rivoluzione, che dava la possibilità concreta di una maggiore libertà di movimento. Ma il vero successo è arrivato dopo, quando il team di lavoro ha elaborato la possibilità di alzare su due ruote, anziché quattro, gli utilizzatori di questi dispositivi. Nel concreto ciò significa dare la possibilità di vedere il mondo ad altezza d’uomo. Questa fu la vera rivoluzione. Ma il passo successivo era ancora più ambizioso. Se questa tecnologia ha aiutato e cambiato la vita a milioni di persone con mobilità ridotta, cosa potrà fare per chi invece si muove in autonomia.

La nuova sfida era ancora più stimolante e ha portato all’elaborazione di Segway PT. Da un punto di vista tecnico è stata aggiunta una programmazione informatica sofisticata, ma anche il sistema di guida è cambiato e si è aggiornato.

Il percorso di Segway può essere ben riassunto dal significato del nome che questa azienda si è data: cambiamento senza intoppi da uno stato ad un altro.

Fonte: http://monopattino.org/